D&B
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Debora e Bruno
Hanno detto si!
La nostra storia, in realtà, non inizia proprio come una storia d’amore.
Ci siamo conosciuti a marzo del 2015, sul posto di lavoro. Eravamo colleghi, entrambi bravi in quello che facevamo, entrambi con il nostro carattere e, forse, anche un pizzico competitivi.
Il risultato? All’inizio ci siamo detestati. Un pochino.
Diciamo che prima di scoprire la chimica abbiamo avuto bisogno di superare una certa… reciproca insofferenza.
Ci siamo studiati, ci siamo messi alla prova e, con il passare dei mesi, dietro a quella piccola rivalità abbiamo iniziato probabilmente a scoprire qualcosa di diverso.
In quel momento entrambi avevamo le nostre vite e le nostre relazioni, quindi nessuno dei due immaginava minimamente dove ci avrebbe portato quella conoscenza.
Qualche mese più tardi, quasi contemporaneamente, le nostre rispettive relazioni arrivarono alla fine. E fu allora che Bruno decise di fare il primo passo e invitò Debora a cena.
Venivamo entrambi da due storie appena concluse e non avevamo nessuna intenzione di correre. Abbiamo iniziato a frequentarci con calma, senza troppe aspettative, lasciando semplicemente che le cose facessero il loro corso.
Ma quella famosa antipatia iniziale aveva evidentemente nascosto qualcosa. Perché già dalla prima cena una cosa diventò piuttosto evidente: tra noi c’era una gran bella chimica.
Da quel momento abbiamo scoperto una delle cose che ancora oggi caratterizza di più il nostro rapporto: riusciamo a parlare davvero di tutto. Senza imbarazzi, senza filtri e soprattutto senza avere paura di dire quello che pensiamo.
Su moltissime cose siamo incredibilmente simili. Su altre potremmo tranquillamente sostenere due idee completamente opposte per ore. E, a distanza di tanti anni, non è cambiato poi molto.
Tra novembre e dicembre del 2015 quel “vediamo come va” diventò ufficialmente noi.
Eravamo diversi, ma allo stesso tempo incredibilmente simili.
Bruno, figlio unico, papà italiano e mamma svizzera, era cresciuto un po’ come il “principino” di casa, ma con una grande curiosità e tanta voglia di scoprire il mondo.
Debora era arrivata in Ticino da qualche anno, con tanta ambizione, mille progetti e il desiderio di continuare a studiare e costruire il proprio futuro.
I primi tempi non furono difficili tra noi. Fu, semmai, la vita intorno a noi ad esserlo un po’ di più.
Non avevamo ancora lavori stabili, stavamo cercando entrambi la nostra strada e Debora aveva deciso di continuare gli studi mentre lavorava come cameriera in una pasticceria.
Come tanti inizi, anche il nostro è stato fatto di grandi progetti e poche certezze. Ma una cosa stava diventando sempre più chiara: stavamo crescendo insieme.
A marzo del 2016, dopo appena pochi mesi dall’inizio della nostra relazione, abbiamo deciso di andare a vivere insieme. La nostra prima vera prova del nove. Superata.
Da lì abbiamo iniziato davvero a costruire la nostra vita.
Sono arrivati i primi viaggi, la voglia di vedere posti nuovi e di scoprire il mondo insieme. Sono arrivate cene, amici, serate, esperienze, risate e anche qualche sana follia. E possiamo dirlo: insieme ci siamo divertiti davvero tanto.
Nel frattempo, quasi senza accorgercene, abbiamo iniziato a costruire anche il nostro piccolo mondo: i nostri ritmi, le nostre abitudini, le nostre passioni, le nostre serie TV, i nostri posti, le nostre piccole cose.
Nel 2017 è arrivato Snow e la nostra famiglia si è allargata per la prima volta. Lo abbiamo amato immensamente e non è mai stato semplicemente “il nostro gatto”: è diventato parte della nostra famiglia e, inevitabilmente, anche della nostra storia.
Nel 2020 è arrivata anche Zoe. E il nostro piccolo mondo si è allargato ancora un po’.
In tutti questi anni abbiamo capito che forse il modo migliore per descriverci è questo: siamo uguali e diversi allo stesso tempo.
Debora è quella più razionale, che pensa, analizza, individua il problema e cerca immediatamente una soluzione. A volte, probabilmente, pensa anche un po’ troppo.
Bruno è quello più impulsivo e spericolato, quello che ogni tanto aggiunge un “ma sì, facciamolo!” quando forse sarebbe più prudente pensarci ancora cinque minuti.
Ed è proprio così che abbiamo trovato il nostro equilibrio.
Debora porta nella nostra coppia stabilità, razionalità, sicurezza e una continua voglia di crescere. Bruno porta le stesse cose, ma ci aggiunge quel pizzico di sana pazzia e di leggerezza che ogni tanto serve per ricordarci che non tutto deve essere programmato.
Ci compensiamo.
E poi, nelle cose che contano davvero, siamo incredibilmente simili. Ci piace viaggiare, scoprire posti nuovi, mangiare bene, stare con gli amici, condividere esperienze e appassionarci alle stesse cose. Ma ci piace anche semplicemente stare a casa, guardare insieme una serie TV e goderci quelle piccole abitudini quotidiane che probabilmente agli occhi degli altri non significano nulla, ma che negli anni sono diventate le nostre cose.
Naturalmente discutiamo anche noi. E quando Bruno riesce a far arrabbiare Debora sul serio, diciamo che la pace non arriva esattamente cinque minuti dopo. Fortunatamente abbiamo trovato anche qui il nostro equilibrio: quello che viene a cercare la pace per primo è quasi sempre Bruno. E meno male.
Poi, dopo tanti anni, arrivò la proposta.
E anche quella, a pensarci oggi, non avrebbe potuto rappresentarci meglio.
Nessun viaggio organizzato in gran segreto. Nessun ristorante romantico. Nessun tramonto sulla spiaggia.
Eravamo semplicemente a casa nostra.
Avevamo appena terminato dei lavori e, per una serie di circostanze, la casa era diventata praticamente un congelatore.
Era una di quelle giornate assolutamente normali, un po’ caotiche, fatte di lavoro, cose da sistemare, Zoe da portare fuori e cena da preparare.
Bruno tornò dall’ufficio in camicia, tutto sistemato e, a posteriori, forse un po’ troppo composto per essere una sera come tutte le altre.
Debora, nel frattempo, era in cucina e aveva appena messo sul fuoco una pentola d’acqua per preparare i ceci.
Fu proprio lì che Bruno arrivò con un: “Ti devo parlare.”
La risposta, dopo una giornata del genere, non fu esattamente quella di una protagonista di una commedia romantica.
Ma Bruno insistette: “Però mi devi ascoltare.”
A quel punto bastò girarsi, vedere qualcosa nascosto dietro la sua schiena e capire che quella non sarebbe stata proprio una sera come tutte le altre.
In quel momento, dentro una scena apparentemente semplice e quotidiana, c’era tutto quello che eravamo diventati: una casa costruita insieme, una vita condivisa, Zoe accanto a noi, una pentola sul fuoco e una domanda capace di cambiare il futuro.
E così, proprio nel luogo in cui avevamo imparato a vivere insieme, arrivò la domanda.
Niente petali di rosa, niente scenografie perfette e nessun pubblico.
Solo noi, la nostra casa, Zoe, una pentola di ceci sul fuoco e una domanda che avrebbe aperto il capitolo successivo della nostra storia.
Forse non avrebbe potuto esserci proposta più adatta a noi.
Perché la nostra storia non è mai stata fatta di gesti perfetti o di momenti costruiti per sembrare straordinari. È stata fatta di cose vere: di giornate normali, di progetti improvvisati, di difficoltà affrontate insieme, di risate, discussioni, silenzi e riconciliazioni.
È nata da una certa antipatia, è cresciuta tra conversazioni infinite e primi passi incerti, si è rafforzata nelle difficoltà e ha trovato casa nelle piccole cose di ogni giorno.
Ci siamo incontrati quando ancora stavamo cercando di capire chi saremmo diventati. Da allora abbiamo studiato, lavorato, cambiato, viaggiato, riso, discusso, fatto pace, costruito una casa e creato la nostra famiglia.
Abbiamo imparato che amarsi non significa essere sempre d’accordo, ma scegliere ogni volta di continuare a capirsi, sostenersi e ritrovarsi.
Siamo cresciuti insieme senza diventare uguali. Abbiamo imparato a compensarci, a sostenerci e, quando serve, anche a sopportarci. Soprattutto, abbiamo imparato che il futuro non si costruisce tutto in una volta: si costruisce giorno dopo giorno, scegliendosi ancora, anche nelle cose più semplici.
E oggi, dopo tutti questi anni, quella scelta ci ha portati fin qui.
Il 19 giugno 2027 non sarà soltanto il giorno in cui celebreremo il nostro amore. Sarà il giorno in cui ci fermeremo a guardare il cammino fatto, con tutte le persone che ne hanno condiviso almeno un tratto.
Sarà il punto d’arrivo di una storia iniziata quasi per caso e diventata, passo dopo passo, la nostra vita.
Ma sarà anche un nuovo inizio: la prima pagina di un capitolo ancora tutto da scrivere, con nuovi sogni, nuove avventure e tutto il tempo davanti per continuare a costruire il nostro futuro.
E mentre quel giorno si avvicina, sentiamo sempre più forte l’emozione di poterlo vivere insieme alle persone che amiamo.
Perché, in fondo, la nostra storia è diventata ancora più bella proprio grazie a chi ci è stato vicino lungo il cammino.
Il 19 giugno 2027 vi avremo accanto per celebrare ciò che siamo stati, ciò che siamo diventati e tutto ciò che ancora saremo.
E non vediamo l’ora di vivere con voi questo nuovo, emozionante capitolo della nostra storia.